"Un esempio, un modello di quello
che possiamo e vogliamo fare, di quello che il Made in Italy, il
sistema Italia è in condizione di realizzare con gli
investimenti significativi grazie anche al supporto pubblico,
come doveroso, in un ecosistema estremamente favorevole alla
crescita del Made in Italy in settori che sono di orgoglio della
nostra produzione e del nostro lavoro".
Così ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso,
ad Ancona, commentando i primi due contratti di sviluppo,
investimenti di grande dimensioni nelle Marche, con protagonisti
Ariston Group e Lube, nel programma Next Appennino a supporto
della rigenerazione economica nei territori del cratere sismico
2016. Investimenti rispettivamente di 100 e 44 milioni di euro,
in parte sostenuti con finanziamento pubblico, che avranno
un'importanza strategica per le imprese e per il territorio.
Alla presentazione, tra gli altri, la sottosegretaria
all'Economia e Finanze Lucia Albano, il presidente della Regione
Marche Francesco Acquaroli, il commissario per la ricostruzione
Guido Castelli, il presidente esecutivo di Ariston Group, Paolo
Merloni, e il Ceo Gruppo Lube Fabio Giulianelli.
"In questo modo si può sicuramente intercettare al meglio gli
investitori stranieri - ha osservato Urso - che vogliono
realizzare i loro obiettivi nel nostro Paese avendo, ad esempio
delle aziende italiane che hanno saputo conquistare una
leadership nel settore, per esempio delle cucine in Italia
(Lube, ndr), e un'altra azienda come Ariston (leader nel settore
del confort termico ndr) che ha dimostrato come si possa creare
una grande multinazionale che rimane fortemente saldamente con i
piedi qui nel nostro territorio". "Due esempi, due modelli - ha
concluso - che vogliamo portare all'attenzione nazionale, di qui
la mia presenza oggi, ma di più, a quella dei tanti che guardano
nostro Paese per costruire i loro sogni produttivi".
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