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>ANSA-FOCUS/ La spesa degli americani, made in Italy più caro

>ANSA-FOCUS/ La spesa degli americani, made in Italy più caro

100 dollari in più l'anno a famiglia. Totale arriva a 7 miliardi

ROMA, 05 aprile 2025, 18:10

Redazione ANSA

ANSACheck

(di Laura Cafaro) Fino a cento dollari in più all'anno.
    Tanto, con i nuovi dazi, costerà ad ogni famiglia americana comprare made in Italy. A fare i calcoli è il Centro studi di Unimpresa che stima per i consumatori Usa un incremento medio per persona di 15-21 dollari all'anno, ovvero tra 75 e 100 dollari per famiglia. E se si guarda al totale, si arriva fino a 7 miliardi di dollari annui.
    Ma per fare una stima dei contraccolpi dell'effetto dazi per le imprese italiane che esportano negli Stati Uniti, bisogna considerare se e quanto i consumatori americani vorranno cambiare abitudini decidendo di rinunciare a comprare italiano e, soprattutto, cosa non comprare più o di meno.
    Va detto che a farla da padrone è sempre l'alimentare nostrano: tra il 2023 e il 2024 - in base ai dati elaborati da Nomisma per Centromarca - l'import negli Usa è cresciuto da 6,8 a 8 miliardi di euro. I prodotti per la cura della casa e della persona hanno registrato un aumento da 1,7 a 1,9 miliardi di euro. Nel decennio 2014 - 2024 il fatturato grocery è passato da 3,8 a 9,9 miliardi di euro, con una crescita del +161%.
    Ora, scattati i dazi, come reagiranno i consumatori statunitensi? Una ricerca condotta in questi giorni negli Stati Uniti da YouGov sempre per Centromarca, rileva che solo il 16% dei consumatori afferma di essere disposto a pagare di più per acquistare prodotti grocery italiani, il 48% afferma di essere disposto a spendere la stessa cifra che sborsa per altri prodotti, il 10% vorrebbe 'investire' di meno, il 26% non ha un'opinione precisa. E così, fatto cento coloro che consumano prodotti grocery made in Italy, il 47% asserisce che con l' aumento dovuto ai dazi manterrebbe la quantità di prodotti italiani acquistati, mentre il 30% la ridurrebbe.
    Per una lettura più precisa bisogna tenere conto che circa la metà dei consumatori americani utilizza prodotti alimentari italiani: il 14% lo fa ogni settimana, il 25% mensilmente. Tra i prodotti usati abitualmente, nelle prime cinque posizioni troviamo pasta (50% di citazioni), seguita da olio di oliva (46%), formaggi (38%), salse (37%) e vino (33%).
    Il Centro studi di Unimpresa calcola che nel solo settore agroalimentare (export di 5-6 miliardi di euro), la riduzione della domanda del 5-10% potrebbe tradursi in un calo di 250-600 milioni di euro, con 400-600 milioni persi solo nel vino e 100-150 milioni nei formaggi. Duro colpo anche per la moda e il lusso (12 miliardi di euro di export) che rischiano una flessione di 600-1.200 milioni di euro.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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