L'epopea dei teatri viaggianti attraverso i ricordi di una delle ultime famiglie d'arte, i Carrara. Una storia ininterrotta che si tramanda da 10 generazioni fa scaturire un racconto unico, nel documentario Il teatro vive solo se brucia, diretto da Marco Zuin e prodotto da Ginko Film, con la voce narrante di Andrea Pennacchi, in anteprima lunedì 22 maggio al Cinema Giorgione di Venezia.
In un viaggio picaresco dal sud al nord, partendo dalla Sicilia e arrivando in Veneto, nell'ultimo secolo i Carrara hanno attraversato lo stivale portando il teatro laddove il teatro mai sarebbe stato.
Finanziato dalla Regione del Veneto e dalla Veneto Film Commission, il film è stato realizzato anche grazie al sostegno di Fondazione Sardegna Film Commission, dell'Associazione Pipa e Pece, de La piccionaia-Centro di Produzione Teatrale e del Caseificio Tonon. Dopo l'evento in Laguna, continuerà nella settimana il suo tour, alla presenza del regista e del cast, a Mogliano Veneto (Treviso), a Mestre (Venezia), con la collaborazione del Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale e di Arteven Circuito multidisciplinare regionale del Veneto.
Tramite i ricordi dei fratelli Titino, Annalisa, Armando Carrara e della madre, Argia Laurini, il film vuole ricostruire l'ultima stagione di un teatro popolare che non c'è più, ma anche usi e costumi di un'Italia prima contadina e poi sempre più società dei consumi.
Le riprese hanno coinvolto anche il Museo internazionale della maschera Amleto e Donato Sartori di Abano Terme (Padova), dove sono state realizzate le più importanti maschere per Strehler, Dario Fo, Ferruccio Soleri e anche per Titino, e la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza dove è conservato l'archivio della compagnia dal 1975, anno in cui è stata fondata con il nome di La Piccionaia.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA