"La fortuna non c'entra nulla, il
fatto è che in Austria c'è un'idea diversa di cantiere". Lo
afferma Marco Nardini, segretario generale della Fillea Cgil del
Trentino Alto Adige. Per chi del tunnel del Brennero legge
solo sui giornali, la diversità - una delle diversità - sta nel
bilancio degli incidenti sul lavoro: dall'inizio dei lavori, nei
cantieri d'Oltrebrennero, si contano cinque morti, tre solo
nell'ultimo anno; sul versante italiano, nessuno. "Nonostante
l'Italia venga considerata la patria degli infortuni mortali sul
lavoro - osserva Nardini - al Brennero, per la sicurezza, le
cose sono andate bene".
Non è casualità: "Il sindacato è presente h24 nel cantiere,
ha accesso al tunnel, sappiamo esattamente, con i lavoratori e
con l'impresa, cosa succede - prosegue il sindacalista Fillea -
Sono stati fatti dei protocolli di sicurezza, sia con la
prefettura, che con l'azienda sul territorio e col ministero dei
trasporti. I lavoratori hanno eletto un rappresentante per la
sicurezza, che è Angelo Taita, che fa da tramite fra i
lavoratori e l'impresa ed ha forse il ruolo più importante in
galleria".
Alcune differenze di non poco conto, forse, aiutano a capire:
in Austria, riferisce ancora Nardini, si lavora dodici ore al
giorno, quattro in più rispetto all'Italia; quando c'è la volata
(la preparazione dell'esplosivo per abbattere la parete di
roccia da scavare), sul versante italiano del tunnel si ferma
ogni altra attività, mentre sul versante austriaco le altre
lavorazioni procedono normalmente.
"Qui abbiamo incontri mensili con l'impresa, quando non
settimanale - spiega ancora Nardini - in Austria il sindacato,
nell'azienda, non c'è. Abbiamo chiesto tante volte di poter fare
un incontro con il sindacato austriaco e l'abbiamo fatto, ma
fuori dalla galleria, perché lì i sindacalisti non hanno
accesso".
"Con un morto nel cantiere, noi avremmo avuto uno sciopero
generale, con cinque si sarebbe bloccata l'opera - conclude il
sindacalista - L'unica cosa che abbiamo in comune è la Bbt, la
stazione appaltante che, qui, è aperta al rapporto col
sindacato. Si vede che sul versante austriaco contano di più le
imprese che danno il ritmo del lavoro".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA