I messaggi di cordoglio di tutto il
gotha della musica mondiale per la morte ieri a 80 anni di
Charlie Watts, storico batterista e leggenda dei Rolling Stones,
fanno da contrappunto in queste ore al silenzio struggente dei
suoi più longevi compagni di scena e di vita: Mick Jagger e
Keith Richards, 77 e 78 anni rispettivamente, pionieri con lui
della band inglese che rivaleggiò con i Beatles. Sir Mick si è
limitato a pubblicare sul suo profilo Twitter - senza aggiungere
una parola - una foto sorridente di Watts, lo Stone più
riservato e più elegante di tutti, scattata su un palco ancora
non molti mesi fa. Mentre Keith ha diffuso addirittura
un'immagine vuota, una batteria solitaria su sfondo buio con
affisso il tipico cartello che indica la chiusura dei negozi
(closed), come a significare - forse - la fine di una storia con
l'uscita di scena di Charlie. L'unico superstite della storica
formazione attuale della celeberrima rock band inglese a
esprimere il dolore a caldo in un messaggio scritto resta così
il 74enne Ronnie Wood, chitarrista degli Stones dal 1975, che
twitta rivolgendosi direttamente a Watts: "Ti ho voluto bene,
compagno dei Gemelli. Mi mancherai dal profondo del cuore. Sei
il migliore". Charlie Watts conobbe i neppure ventenni Mick,
Keith e Brian Jones (morto nel 1969) a metà del 1962,
condividendo con loro il palco di alcuni club londinesi di
rhythm & blues; poi, a inizio 1963, fu assoldato ufficialmente
dai neonati Rolling Stones unendosi alla linea originaria con
Jagger, Jones, Richards e il bassista Bill Wyman: primo e unico
batterista della band lungo una storia durata per lui quasi 60
anni.
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