di Giovanni Innamorati
Il centrodestra introduce un nuovo
reato universale, vale a dire l'obbligo per i magistrati di
perseguire un cittadino anche laddove abbia commesso l'illecito
all'estero. La Camera ha infatti approvato (166 sì, 109 no e 4
astenuti) una proposta di legge del centrodestra che dichiara
reato universale la maternità surrogata, e a sollevare le
critiche delle opposizioni è il fatto che tale pratica, vietata
in Italia dal 2004, è invece consentita in alcuni Stati esteri,
dove vanno le coppie italiane per avere un figlio con questa
tecnica. Le opposizioni unite sul no a questa legge si sono
invece divise, anche all'interno dei diversi partiti, sulla
maternità surrogata in quanto tale, cioè su una serie di
emendamenti riguardanti l'attuale legge e in particolare su un
emendamento di Riccardo Magi (+Europa). La parola passa al
Senato che esaminerà la legge a settembre.
Le riserve sul piano giuridico delle opposizioni erano state
sollevate anche da diversi giuristi nelle audizioni, ma la
relatrice Carolina Varchi (Fdi), ha spiegato che l'introduzione
del reato universale serve a disincentivare proprio il ricorso
alla maternità surrogata all'estero. Teoricamente, dunque,
quando le coppie tornano in Italia (sono soprattutto quelle
eterosessuali a ricorrervi) potrebbero essere incriminate e
finire in carcere con una pena da tre mesi a due anni.
Il più critico verso la legge è stato il segretario di
+Europa Riccardo Magi che dopo aver portato in piazza martedì
le famiglie arcobaleno, ha presentato un emendamento che
legalizza la maternità surrogata solidale (la madre riceve
denaro solo in forma di rimborso spese). Un emendamento respinto
dal centrodestra ma che ha spaccato le opposizioni. La Verde
Luana Zanella, in un intervento appassionato, ha negato che
possa esistere una maternità surrogata solidale, e che questa
pratica sfrutta il corpo delle donne ed è una violenza anche al
bambino poi strappato alla madre. Il gruppo di Avs si è diviso,
con Sinistra italiana a favore dell'emendamento Magi e i Verdi
contrari. Il Pd, diviso al suo interno tra la maggioranza
contraria (i cattolici e le femministe) e qualche favorevole
(come la segretaria Schlein, Alessandro Zan e Rachele Scarpa) se
la sono cavata non partecipando al voto (ma Paola De Micheli
vota contro e Bruno Tabacci si astiene), mentre M5s, nelle
stesse condizioni, ha optato per l'astensione. Il Terzo Polo ha
lasciato libertà di voto, anche nel voto finale su cui Ettore
Rosato e Mara Carfagna hanno sostenuto la legge.
Zanella ha presentato poi un ordine del giorno che impegna il
governo a intraprendere azioni diplomatiche perché l'Onu imponga
"il divieto globale" per la maternità surrogata, come è avvenuto
nel 2022 per le mutilazioni genitali femminili. L'ordine del
giorno è stato accolto dal governo il che ha evitato un voto che
avrebbe certificato una nuova spaccatura in casa Dem e M5s.
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