Ricordare alla Germania cosa
avvenne 80 anni fa e farlo, a Berlino, senza il facile e
anestetizzante ricorso ai grandi numeri del genocidio ebraico ma
con la minuziosa e coinvolgente concretezza di tante storie
realmente vissute e patite da chi riuscì a sottrarsi
all'olocausto all'ultimo minuto: sono apparsi questi
l'obbiettivo e la sfida che l'Istituto italiano di cultura di
Berlino ha centrato e raccolto in occasione del Giorno della
Memoria.
La serata, tenuta questa settimana, ha proposto storie di
ebrei italiani che, durante l'occupazione tedesca, sono sfuggiti
quasi miracolosamente alla deportazione nazista: si è trattato
di una serie di letture fatte da due attori con accompagnamento
musicale e inquadrate in un progetto dal titolo "Salvezza
all'ultimo istante".
Davanti a oltre 300 spettatori nel Centro della Comunità
ebraica berlinese, due attori (Stella Maria Adorf e Georg
Stephan) lunedì 29 gennaio hanno letto testi frutto di ricerche
di studiosi italiani: Giulio Busi e Silvana Greco,
rispettivamente direttore dell'Istituto di Giudaistica della
Libera Università di Berlino e professoressa in forza al
Politecnico di Dresda (e onoraria nell'ateneo berlinese). La
musica è stata composta appositamente da Luca Lombardi, uno dei
più noti compositori italiani, ed eseguita dalla pianista
Alessandra Ammara.
Le storie narrate nell'evento organizzato con il patrocinio
dell'Ambasciata d'Italia nella capitale tedesca dalla Direttrice
dell'Istituto Italiano di Cultura di Berlino, Maria Carolina
Foi, sono state vissute tra l'armistizio del 1943 e la fine
della Seconda guerra mondiale. Come sintetizzato in un testo di
presentazione, si è puntato a offrire "un itinerario evocativo
che, attraverso alcuni casi individuali, permetta di riflettere
sulle pratiche generalizzate di persecuzione e i singoli episodi
di riscatto e di solidarietà".
Alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia a Berlino, Armando
Varricchio, il referente culturale del Centro ebraico berlinese
Hendrik Kosche ha sottolineato la lunga collaborazione con
l'Istituto di cultura e l'importanza dell'evento, visto il
crescente antisemitismo rilevato anche nella capitale tedesca.
Il testo italiano di "Salvezza all'ultimo istante", reso
disponibile nel Programma di sala, è stato tradotto in tedesco
per la rappresentazione da Moshe Kahn, vincitore 2015 del Premio
italo-tedesco per la traduzione letteraria.
Tra il pubblico, fra gli altri; spiccavano Anja Siegemund,
direttrice della Stiftung Neue Synagoge Berlin; Juergen Renn,
direttore del Max-Planck-Institut per la geo-antropologia; Maria
Bering, dirigente del Ministero della Cultura tedesca Sezione
"Cultura della Memoria"; Ursula Bongaerts, già direttrice del
Museo Casa di Goethe Roma; e il direttore d'orchestra Martin
Fischer-Dieskau.
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