L'attivista egiziano-palestinese Ramy Shaath, scarcerato questa settimana dopo essere stato detenuto in Egitto da più di due anni, è su un aereo per Parigi ma è stato costretto a rinunciare alla nazionalità egiziana per assicurarsi un rilascio.
Lo hanno annunciato i suoi familiari.
"Nel momento in cui scriviamo, Ramy è in viaggio per Parigi", ha
scritto in un comunicato la famiglia dicendosi "sollevata e
deliziata" per la partenza anche rammaricata che il Cairo
"l'abbia costretto a rinunciare alla cittadinanza egiziana come
presupposto per la sua liberazione".
Lunedì era stata preannunciata la scarcerazione del
dissidente, uno dei fondatori del movimento di boicottaggio di
Israele in Egitto. Shaath, figlio di Nabil, l'ex ministro degli
Esteri palestinese che fu capo negoziatore all'epoca degli
accordi di Oslo, era stato in carcere con accuse di "terrorismo"
per aver aderito alla Fratellanza musulmana, pubblicato notizie
false, fomentato disordini e condotto azioni contro militari e
agenti di polizia. Si tratta di accuse considerate pretestuose
dal mondo delle ong per la difesa dei diritti umani dove si
sottolinea che Shaath era un pacifico attivista che voleva solo
creare una piattaforma politica in vista di elezioni. Il suo
caso giudiziario, nell'ambito del meccanismo di monitoraggio
dall'Unione europea, è stato seguito con attenzione
dall'Ambasciata d'Italia al Cairo. Il rilascio è avvenuto "la
sera del 6 gennaio, dopo più di 900 giorni di detenzione
arbitraria", ha precisato la famiglia. Le autorità egiziane lo
hanno poi consegnato a un rappresentante dell'Autorità
palestinese all'aeroporto del Cairo, da dove si è imbarcato su
un aereo per Amman.
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