(di Gabriele Santoro)
Dopo la suocera, anche Liliane
Murekatete, la moglie del deputato Aboubakar Soumahoro, è
indagata dalla procura di Latina nell'ambito dell'inchiesta
sulle coop pro-migranti Karibu e Consorzio Aid. Per una vicenda
di false fatture emesse tramite società fittizie per frodare il
fisco. Lei però si difende e respinge ogni accusa: "sono
totalmente estranea ai fatti". E anche il marito fa quadrato:
"Liliene dimostrerà la sua innocenza". Ma l'ex sindacalista va
oltre e passa all'attacco, ribadendo di non aver alcun ruolo in
una vicenda che l'ha reso, di nuovo, bersaglio di attacchi
politici: "prosegue la vergognosa persecuzione, la caccia alle
streghe, la macchina del fango" con alcuni media che "titolano
'caso Soumahoro' accostando impropriamente la mia immagine per
voler convincere il lettore di un mio inesistente coinvolgimento
nelle indagini".
C'è dunque anche il nome di Murekatete, oltre a quello di sua
madre Marie Terese Mukamitsindo e di altre quattro persone (tra
cui due fratellastri della compagna del parlamentare)
nell'ordinanza con cui il gip di Latina ha disposto il divieto
per un anno di contrattare con la Pubblica Amministrazione ed
esercitare imprese o uffici direttivi. Ma soprattutto, ha
ordinato il sequestro di oltre 639 mila euro per la madre e di
13 mila euro circa per la figlia e il suo fratellastro Michel
Rokundo. L'accusa nei confronti della compagna di Soumahoro è
'dichiarazione fraudolenta' per evadere il fisco. Murekatete si
è subito detta, per voce del suo avvocato Lorenzo Borrè,
"assolutamente estranea rispetto ai fatti contestati, che
peraltro riguardano un presunto danno erariale di 13 mila euro.
Siamo certi - ha detto ancora il legale - che a breve, anzi a
brevissimo, verrà fatta chiarezza e dimostrata la totale
innocenza della mia assistita".
Certo è che il gip non c'è andato leggero: "Collaudato
sistema fraudolento", "elevata spregiudicatezza criminale",
"programma delinquenziale a gestione familiare" alcuni dei
passaggi più severi dell'ordinanza. Nella quale peraltro si
ricordano "gli allarmanti accertamenti sulla qualità dei servizi
erogati" dalle due coop che si occupavano di accoglienza e
integrazione dei migranti, con significativi appalti pubblici:
"Sovrannumero di ospiti, carenti condizioni igieniche, assenza
di derattizzazione e deblattizzazione - scrive il magistrato -
nonché più genericamente la scarsità delle prestazioni fornite".
A tutto ciò va aggiunto un drappello di ormai ex dipendenti
di Karibu e Aid, lasciati da mesi senza stipendio e adesso anche
senza lavoro, che dalla scorsa estate premono per ottenere
quanto gli spetta: "Oggi con il prefetto di Latina abbiamo
delineato la strada, un confronto permanente finalizzato alla
ricollocazione del personale" fa sapere il sindacato Uiltucs che
li tutela. E che poi mette il carico: "A oggi solo i lavoratori
hanno espresso la vera accoglienza. I datori di lavoro hanno
privilegiato solo il profitto tralasciando il salario dei
dipendenti". Murekatete, che pure si è dimessa dagli incarichi
societari da qualche tempo, negli ultimi giorni è stata anche al
centro di polemiche e dibattiti per lo sfoggio che avrebbe fatto
sui social di abiti e accessori costosi: "Non si è mai
arricchita con la cooperativa" aveva assicurato giorni fa il suo
avvocato, e il marito stesso aveva difeso le scelte della donna.
Cosa che è tornato a fare oggi. "Sono profondamente
amareggiato, dispiaciuto e preoccupato. La mia compagna
dimostrerà la sua innocenza" ha fatto sapere tramite l'avvocata
Maddalena Del Re, esprimendo poi in un lungo post "massima
fiducia" nella magistratura e dicendosi "certo" che "la verità
fattuale verrà ristabilità". Poi Soumahoro ribadisce la sua
"totale estraneità ai fatti contestati, di cui non ero a
conoscenza" e soprattutto manda un messaggio a chi già chiede le
sue dimissioni: "continuerò a impegnarmi nella mia attività
politico-parlamentare sui temi che hanno da sempre
caratterizzato il mio impegno".
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