L'aumento del costo dell'energia
non fa segnare una crescita della cassa integrazione tra le
aziende metalmeccaniche bolognesi - in cui si registra, invece,
una maggiore richiesta di rimodulazione degli orari e di
straordinari - ma il caro-bollette rischia di incidere,
pesantemente, sui salari dei lavoratori del settore: un terreno
sui cui i sindacati sono pronti battersi alla vigilia di un
autunno che si presenta particolarmente vivace sul fronte dei
rinnovi contrattuali. A fare il punto sulla situazione delle
imprese metalmeccaniche felsinee sono i sindacati di categoria
Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil di Bologna.
"Abbiamo un numero assolutamente limitato di aziende che
stanno facendo ricorso alla Cassa Integrazione - osserva a
margine di una conferenza stampa il segretario della Fiom di
Bologna, Michele Bulgarelli - ad oggi ci risultano solo 20
aziende che hanno fatto richiesta di Cigo-Cassa integrazione
guadagni ordinaria, in queste aziende sono occupati poco più di
600 lavoratori", 634 nel dettaglio, "quindi meno dell'1% di
tutti i metalmeccanici di Bologna sono occupati in aziende in
cassa, ci risultano molte più richieste di straordinari che di
cassa integrazione".
Nel settore metalmeccanico, aggiunge Massimo Mazzeo,
segretario della Fim di Bologna, "non abbiamo evidenti
situazioni di criticità particolari sull'energia. Piuttosto ci
sono variazioni di orario, riorganizzazioni dei tempi di lavoro
che possono creare disagi alla vita del lavoratori. Anche sul
costo delle materie prime, le aziende si stanno riorganizzando,
spesso cambiando fornitori".
E se il ricorso agli ammortizzatori sociali è contenuto, il
fronte più 'caldo' appare quello della contrattazione aziendale
e dei salari. "Non è accettabile - sottolinea Bulgarelli - che
si dica solo che le imprese e le famiglie hanno problemi ad
arrivare alla fine del mese. I lavoratori aspettano risposte e
il sindacato dei metalmeccanici in questa stagione contrattuale
chiederà nei rinnovi dei contratti aziendali aumenti importanti:
va tutelato il potere d'acquisto e, fabbrica per fabbrica,
chiederemo aumenti significativi alle aziende. Le aziende di
Bologna - chiosa - in questi anni sono andate bene, sono andate
bene e hanno fatto profitti anche negli anni del Covid.
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