Fino al 30 settembre le
"Bandiere sbagliate" di Massimo Sirelli campeggeranno sul
palazzo della Camera di Commercio di Catanzaro. L'installazione
dell'artista è composta da 27 bandiere che si richiamano, nei
colori, a quelle dei Paesi europei, più quelle dell'Unione
europea e dell'Ucraina, ma se ne differenziano per "layout" e
forme rappresentate.
L'installazione "site specific", che approda a Catanzaro dopo le
settimane di esposizione alla Grangia di Sant'Anna a Montauro
(Catanzaro), è stata presentata e inaugurata nel corso di una
conferenza stampa del commissario straordinario della Camera di
commercio, Daniele Rossi; del segretario generale dell'ente
camerale, Bruno Calvetta; dello stesso Massimo Sirelli; di Rocco
Guglielmo, presidente dell'omonima fondazione, partner
dell'iniziativa, e dell'assessore comunale di Catanzaro al
Turismo e Marketing territoriale, Antonio Borelli.
"Il progetto - ha detto Sirelli nel corso dell'incontro con i
giornalisti - nasce da una riflessione di stretta attualità:
stiamo vivendo una guerra atroce nel cuore dell'Europa ed è
proprio in questo periodo che è maturata l'idea di aprire,
attraverso qualcosa di colorato e leggero come possono essere le
'bandiere sbagliate', la discussione su un tema delicato e
importante com'è la divisione delle appartenenze e sui
contrasti. Ho quindi voluto mantenere i colori originali delle
bandiere reali, ma al contempo far riflettere su cosa è giusto e
cosa è sbagliato: non è detto che ci si senta per forza
rappresentati da una bandiera così com'è stata concepita. Spesso
siamo fermi su alcune convinzioni che sono basate sulla scelta
arbitraria di qualcun altro".
"Dopo le iniziative degli anni passati, che hanno visto la
Camera di Commercio contaminare la città di Catanzaro con
diverse opere d'arte - ha affermato Daniele Rossi - questa volta
abbiamo scelto di fare diventare il palazzo dell'ente il
protagonista di un'installazione artistica tanto colorata e
affascinante, quanto ricca di significato. Questa iniziativa
vuole quindi essere, da un lato, uno sprone ad una riflessione,
così come lo stesso artista ci indica, ma anche, dall'altro,
l'occasione di dare alla città un'ulteriore attrazione culturale
che possa contribuire a renderla attrattiva. Sono felice che
assieme alla Camera di commercio ed alla Fondazione Rocco
Guglielmo a presentare questa iniziativa ci sia anche il Comune
di Catanzaro".
"Cultura e Camera di commercio - ha detto Bruno Calvetta - sono
un binomio su cui l'ente investe ormai da tempo. Da qualche anno
le Camere di commercio sono investite istituzionalmente del
compito di favorire e sostenere la diffusione della cultura, che
non solo è al centro di diversi settori economicamente
strategici per un Paese come l'Italia, ma è anche e soprattutto
strumento di evoluzione sociale. La Camera di commercio di
Catanzaro, allora, non può che guardare con particolare
interesse alle iniziative di promozione culturale in quanto la
ricaduta sociale ed economica che da esse si genera si traduce
in sviluppo".
Secondo Rocco Guglielmo, "le 'Bandiere sbagliate' legano insieme
più aspetti e sono occasione di confronto. Sono un gioco
gioioso, ma soprattutto uno spunto di riflessione. E poi una
connessione tra passato e presente, in un fil rouge
dell'operosità che passa tra Grangia e Camera di commercio.
Giocare con forme e colori delle bandiere ci vuole portare ad
una riflessione. L'arte, come sempre accade, non vuole dare
risposte ma sollevare dubbi e in questo caso ci induce a
ripensare ai simboli alla luce di nuovi valori che sono
sconosciuti parlando di Patria e Nazione. L'idea di portare
nuovamente per le vie della città l'arte, poi, come fatto negli
anni scorsi sempre assieme alla Camera di commercio, ci permette
di dare forma ad una funzione simbolica per elevare la coscienza
civica, facendo abituare i cittadini a vivere nella quotidianità
l'opera d'arte".
"La Camera di commercio - ha detto, infine, l'assessore Borelli
- ha manifestato in questi anni grande attenzione alla cultura,
con diversi tentativi di contaminazione del territorio, tanto
apprezzati dai cittadini. Questa impostazione dev'essere un faro
per l'Amministrazione comunale, che può utilizzare così la
cultura come uno strumento di marketing territoriale perché ci
si riappropri del territorio e si renda bello".
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