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Take Five, reali vite violente in noir

Take Five, reali vite violente in noir

Lombardi, un film tra I soliti ignoti, Le iene

ROMA, 29 settembre 2014, 13:30

Francesca Pierleoni

ANSACheck

Take five (locandina)) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Take five (locandina)) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Take five (locandina)) - RIPRODUZIONE RISERVATA

    Un heist movie (film su una rapina) in salsa napoletana, con un corto circuito tra reali vite difficili (alcuni dei protagonisti hanno avuto esperienze di carcere) e fantasia: ''Un film che ho pensato tra I soliti ignoti e Le Iene''. Lo spiega il regista Guido Lombardi (leone del futuro a Venezia con la sua opera prima, La-Bas) parlando del suo noir metropolitano Take Five, in concorso un anno fa al Festival Internazionale del film di Roma, e in sala dal 2 ottobre in 30 copie distribuito da Microcinema. Un film che prende il titolo dal famoso brano jazz di Dave Brubeck, costruito su un ritmo sincopato nel quale i cinque protagonisti, Peppe Lanzetta, Salvatore Striano, Salvatore Ruocco, Carmine Paternoster e Gaetano di Vaio, danno vita a una 'jam' thriller-tragicomica. ''Molti di noi hanno avuto esperienze difficili, di carcere o quartieri difficili, come Miano e Scampia. Questo film dava l'opportunità di raccontarsi direttamente, c'è un grande desiderio di riscatto e rabbia in una metropoli della creatività come Napoli, tenuta ai margini tranne quando serve sfruttarla - spiega Gaetano Di Vaio, co-interprete e coproduttore con la sua Figli del Bronx -. Da quando avevo sei anni ho vissuto molte istituzioni, dai centri di igiene mentale al carcere, dove ho preso solo colpi di anfibi nella schiena. Da lì ti fanno uscire come un pitbull''. Con film come questi, ''più che con quelli iperrealisti, si riesce a parlare al cuore dei ragazzi che vivono quelle realtà, quelli che magari vanno in tre sul motorino, non si fermano a un posto di blocco e finiscono uccisi''. Con Take Five ''c'è il tentativo di attirare anche il pubblico che magari va al cinema solo per i film americani o di Natale''.
    Il 'colpo' al centro della storia, viene in mente a Carmine (Carmine Paternoster, con un passato fra carcere e criminalità, che ha cambiato vita grazie alla passione per la recitazione), idraulico con il vizio del gioco, chiamato a riparare una perdita fognaria in una banca. Propone l'idea della rapina a un ricettatore, Gaetano (Di Vaio), che crea la banda per l'impresa.
    Il gruppo composto anche dal gangster depresso Sciomen (uno strepitoso Peppe Lanzetta), il fotografo di matrimoni -ex scassinatore, malato di cuore, Sasà (Salvatore Striano, che ha conosciuto la recitazione nella compagnia teatrale di Rebibbia con cui è stato protagonista di Cesare deve morire dei Taviani) e il boxer, squalificato a vita, Ruocco (Salvatore Ruocco, ex pugile in combattimenti clandestini) agisce con grande precisione, fino a quando Gaetano scompare con il bottino.... ''Inizialmente il film avrebbe dovuto dirigerlo Abel Ferrara, a cui era subito piaciuta l'idea. Avevo scritto la sceneggiatura per lui. Quando ha rinunciato, l'ho ripresa in mano io - spiega Lombardi -. Nella storia, c'è anche un po' di commedia all'italiana, un genere che mi è sempre piaciuto, solo che i protagonisti invece di finire a mangiare come ne I soliti ignoti, tirano fuori una ferocia inaspettata. Avevo voglia di divertissement ma anche di raccontare i nostri tempi''. Take Five ''è un'americanata di qualità'' dice Striano, che per acquisire la calma del suo personaggio, ha recitato nelle prove con dei pesi sulle spalle. ''A me la cultura e il cinema hanno salvato la vita - spiega -. Per questo ho chiesto di far proiettare il film anche nelle carceri''. Infatti ''ci saranno due proiezioni a Rebibbia il 18 e il 20 ottobre'' aggiunge Fabio Cavalli, direttore della compagnia teatrale del penitenziario: ''la nostra sala è fra le prime di Roma per spettatori, l'anno scorso hanno assistito ai nostri spettacoli 10mila persone''.
   

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