Clint Eastwood non si era mai cimentato in un musical anche se la sua passione per la musica è nota. Ora, a 84 anni compiuti lo scorso 30 maggio, il re degli spaghetti western che negli ultimi anni si è trasformato in uno dei registi più prolifici e apprezzati (fino a vincere l'Oscar nel 1993 per Gli Spietati e nel 2005 per Million Dollar Baby), ha deciso di rompere anche questo tabù e il 18 giugno esordirà nei cinema italiani - in America arriverà due giorni dopo - con Jersey Boys, film tratto dall'omonimo musical di Broadway.
"Mi interessava fare un musical perché mi interessa fare cose che non ho mai fatto prima", spiega Eastwood. Il film racconta l'avventura dei Four Season, quartetto di ragazzi italo-americani, composto da Frankie Valli, leader del gruppo, interpretato da John Lloyd Young, Bob Gaudio (Erich Bergen), Nick Massi (Michael Lomenda) e Tommy DeVito (Vincent Piazza). I quattro negli anni Sessanta conobbero la fama internazionale grazie a successi come Sherry, Rag Doll e Big girls don't cry. Dei quattro protagonisti solo Vincent Piazza è un volto noto della televisione per aver interpretato Lucky Luciano nella serie televisiva Boardwalk Empire. Eastwood, rompendo quella che sembrava una tradizione consolidata a Hollywood, ha deciso di non ingaggiare star famose per il suo musical, ma di portare al cinema gli stessi ragazzi che a Broadway hanno messo in scena più di 300 rappresentazioni. "Ci sono poche differenze fra lo spettacolo teatrale e il film - spiega John Lloyd Young, che nel film interpreta Frankie Valli - e mi piace pensare che Eastwood abbia scelto noi perché eravamo i migliori per la parte. Quando si prepara un musical al cinema, le riprese vere e proprie vengono precedute da mesi e mesi di prove. Con noi non è stato necessario, le nostre prove le avevamo già fatte sul palcoscenico". "Abbiamo registrato tutto dal vivo - spiega Erich Bergen che nel film interpreta il numero due del gruppo, Bob Gaudi - abbiamo cantato sul set, l'orchestra era accanto a noi, dietro le cineprese. Il suono non è perfetto come in una sala di registrazione ma era proprio questo che Clint Eastwood cercava. Voleva quel suono grezzo e un po' sporco tipico degli inizi del Rock & Roll, quando gli strumenti di registrazione non erano così accurati". La musica è nel sangue del regista di Gran Torino. Era un bambino quando imparò a suonare il piano. Nel 1982 Eastwood interpretò un cantante country nel film Honkytonk Man, da lui stesso diretto. Nel 1988 diresse Bird, biografia del celebre jazzista Charlie Parker e dal 2003 in avanti compone personalmente le colonne sonore dei suoi film, da solo oppure in coppia con il figlio musicista, Kyle. "Perché raccontare dei Four Seasons e non di un gruppo più famoso, come i Beatles o i Rolling Stones? Perché c'è qualcosa che mi ha profondamente attirato della piece teatrale - spiega l'attore di Per un pugno di dollari - e perché mi incuriosiva raccontare della comunità italo-americana a New York di quegli anni, quando era molto più facile diventare delinquenti che famosi. Ci voleva fegato a cantare, a quei tempi, in un posto come il New Jersey".
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