(ANSA) - ROMA, 12 NOV - ''Sandokan, Sandokan, giallo è il sole e la forza mi dà, Sandokan, Sandokan...''. In molti in Italia hanno conosciuto attraverso la televisione, prima che sui libri, l'opera di Emilio Salgari, grazie a Kabir Bedi, l'attore indiano con gli occhi bistrati di kajal. Eppure quei racconti esotici hanno unificato l'Italia, nella lingua e nell'immaginario collettivo.
Bedi è giunto al RomaFictionFest di Roma in doppia veste non solo per partecipare alla grande reunion in omaggio a Sergio Sollima il regista, scomparso la scorsa estate a 94 anni ( "Se oggi ho una carriera in tre continenti lo devo a lui"), ma anche per presentare la serie che lo vede tra i protagonisti Buddha: King of Kings, una produzione Spyce global- Zee Entertainment.
Nella serie made in Bollywood Bedi interpreta un saggio Asita Muni: "sono una sorta di Giovanni Battista che ha in sogno una visione, e annuncia al padre che suo figlio non diventerà un re ma un uomo che cambierà le sorti del mondo. Il racconto di come il principe Siddhartha è diventato Buddha. Nato in una notte di luna piena, dopo essere stato atteso per anni dai suoi genitori, Siddhartha era un bambino unico. Portatore dei 32 segni della grandezza, su di lui due differenti profezie: essere il salvatore del genere umano, oppure diventare un potente re dei re. Siddhartha dimostrò con la sua vita la veridicità di entrambe le profezie". Bedi Racconta quindi di aver un rapporto speciale con il buddhismo, ''non sono praticante di nessuna religione in particolare, ma lo sento vicino. Mia madre si è convertita in tarda età ed è diventata amica del dalai Lama che ho conosciuto da ragazzo quando avevo solo 10 anni, nel corso della mia vita ci siamo incontrati in più occasioni e parlati". Bedi - esprimendosi con sicurezza in italiano - è stato molto gentile e generoso con i suoi fan ringraziava ognuno che chiedeva di farsi un selfie, ad accompagnarlo una giovane e bellissima donna. Bedi ha sottolineato come Bollywood sia ormai diventato un vero marchio di fabbrica con numeri impressionati "E' qualcosa di unico, usa molto la musica, perché la musica è una tradizione indiana è l'unica industria cinematografica del mondo che diffonde tutta la musica pop nel Paese". L'attore indiano Kabir Bedi nasce il 16 gennaio 1946 a Lahore, nel Punjab in una famiglia indiana di religione Sikh. Frequenta lo Sherwood College di Nainital. Acquista notorietà mondiale nel 1976 con l'interpretazione del ruolo di Sandokan, la tigre di Mompracem protagonista di una serie di romanzi di Emilio Salgari. Diventa l'idolo di un'intera generazione. Nel 1983 il pubblico americano lo scopre nel film Octopussy-Operazione piovra, episodio della saga hollywoodiana di James Bond, in cui Kabir Bedi interpreta il ruolo del perfido Gobinda. Oltre 60 le produzioni bollywoodiane a cui prende parte. Nel 2005 è protagonista di Taj Mahal: An Eternal Love Story, grande produzione del regista Akbar Khan, nel ruolo dell'Imperatore Shah Jahan, al fianco di altre star del cinema indiano come Zulfi Syed, Sonya Jehan, Kim Sharma, Pooja Batra e Manisha Koirala. In Italia, Bedi partecipa alla seconda edizione dell'Isola dei famosi. Nel 2010, è nominato cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Oggi la reunion dei protagonisti di quell'avventura indimenticabile che è stata Sandokan. Tornano insieme ai figli Stefano (il regista della serie Gomorra e Suburra) e Samanta, Kabir Bedi, la ancora bellissima Carol André (lady Marianna, la perla di Labuan), Philippe Leroy (Yanez), Andrea Giordana (era William Fitzgerald). E Guido e Maurizio De Angelis, ossia gli Oliver Onions, autori della celebre colonna sonora. E il produttore Federico Scardamaglia.
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