È anche giocosa L'amore delle
tre melarance di Sergej Prokoviev. E forse anche per questo
Riccardo Chailly ci ha scherzato un poco con la Filarmonica
della Scala durante il bis nel concerto di ieri sera alla sala
da concerti nazionale Bartok di Budapest.
Al terzo bis concesso - la marcia dalle Tre melarance
appunto - il maestro ha dato l'attacco e si è poi messo a
sedere, facendosi spazio fra i violini, per ascoltare. Poi si è
rialzato non per salire sul podio ma per spostarsi fra le viole
alzando le braccia alla conclusione. Un fuori programma che ha
fatto applaudire ancora di più gli spettatori, che hanno
comunque apprezzato tutta l'esibizione.
L'avvio è stato con il terzo concerto per pianoforte e
orchestra di Rachmaninov, eseguito dal ventiquattrenne
giapponese Mao Fujita, che si esibisce ormai da 13 anni ma
ancora sale timido e quasi imbarazzato sul palco. Solo un
momento prima di sedersi al piano per eseguire quasi con
semplicità i virtuosismi che richiede il brano. E altrettanto
semplicemente ha concesso come bis uno studio di Chopin.
Dopo l'intervallo l'orchestra è diventata protagonista
assoluta. Prima ha eseguito Chant funébre scritta da Igor
Stravinskij nel 1908 in memoria di Rimskij-Korsakov, il suo
mentore da poco deceduto. Una pagina rara perché del brano si
erano perse le tracce ed è stato ritrovato solo nel 2015 nella
biblioteca del Conservatorio di San Pietroburgo, eseguita per la
prima volta in Italia proprio dalla Filarmonica diretta da
Chailly nel 2017. È poi toccato alla settima sinfonia, scritta
da Prokofiev, la sua ultima sinfonia scritta, su commissione
della Radio dei bambini sovietici, l'anno prima di morire, che
ha due diversi finali. Qui è stato scelto quello più raramente
eseguito con diciassette battute più energiche ed ottimiste,
come aveva domandato l'Unione dei compositori. Scelta ed
esecuzione molto apprezzate dal pubblico che ha chiesto e
ottenuto più bis: lo scherzo e la marcia dell'Amore delle tre
melarance di Prokoviev con poi una replica della marcia con
Chailly come spettatore.
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