C'è impegno ma anche ironia in 'Facile', album di debutto di Paola Rossato.
Nel disco appena uscito la cantautrice goriziana ha incluso brani che, in premi come Lunezia o Bianca D'Aponte si sono segnalati per una scrittura tutt'altro che 'facile': "Il senso del titolo è nel ritornello della canzone 'Facile' - racconta Rossato all'ANSA -.
Spesso nella vita si fa come gli struzzi, e io stessa tendevo a
scappare dall'idea di pubblicare un disco. Ma ci deve essere
ancora spazio per la complessità, il cantautorato non deve
morire". Ispirata da Fossati e Guccini, Rossato confronta la
mercificazione di bellezza e sentimento ('Il fiore col codice a
barre') con il valore delle piccole cose ('Ballata piccola'),
canta di case strappate ('E' ancora casa') e di condizioni
lavorative ('Non dormo'), brano che spicca per la strofa del
rapper Doro Gjat: "L'ho coinvolto perché volevo che questa
denuncia del mondo del lavoro arrivasse a più persone
possibili".
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