Dalla corte di Caterina de Medici allo studio 54: è un viaggio che parte dal Rinascimento e arriva allo street style quello della collezione Gucci firmata da Alessandro Michele.
Il suo viaggio, iniziato nelle corti italiane, si è spinto fino a Brooklyn, dove lo stilista ha incontrato Trevor (ma si fa chiamare anche Trouble) Andrew, musicista, artista, ma soprattutto "logomane folle", tanto appassionato del marchio da farsi chiamare 'Gucci Ghost'.
Un rappresentante dello street
style che disegna fantasmini con il simbolo della maison e usa
la parola Gucci come sinonimo di cool. Con lui Alessandro
Michele ha scelto di collaborare perché "appropriarsi dell'eco
della nostra lingua mi è sembrato molto contemporaneo". Così lo
stilista ha preso dal suo 'imitatore' alcune suggestioni per
pilotarle all'interno del suo discorso. E fa un certo effetto
vedere il logo Gucci ridisegnato da uno street artist su
borsette, bomber, ma anche sulla gonna a pieghe di seta portata
con il giubbino di denim hipster.
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