"Nei miei anni di lavoro la parte
più impegnativa è stata raccontare ai giovani la guerra, ma
anche la più arricchente". Francesca Mannocchi, tra le più
autorevoli reporter di guerra sottolinea, in un colloquio con
l'ANSA, la necessità "di riposizionare, ripensare al linguaggio,
semplificarlo, nello spiegare i conflitti ai ragazzi perché
l'abuso di parole - spiega - crea grande confusione". Questa
sera a Cagliari la giornalista è ospite della serata di chiusura
del ventennale del Marina Cafè Noir.
Mannocchi, che da molti anni porta nelle nostre case la
cronaca di ciò che accade in Iraq, Libano, Afghanistan, Libia,
Siria, fino alle città dell'Ucraina, si confronta con il
fumettista e sceneggiatore cagliaritano Igort che di recente ha
ridato alle stampe i suoi "Quaderni Ucraini" in una versione
aggiornata dal titolo "Diario di un'invasione", edizioni
Oblomov. "Sono felicissima di condividere questo incontro con
Igort, ha saputo raccontare con il linguaggio del fumetto una
tragedia così grande come il conflitto in Ucraina", ha detto
Mannocchi, in libreria con "Lo sguardo oltre il confine.
Dall'Ucraina all'Afghanistan, i conflitti di oggi raccontati ai
ragazzi".
Nel volume edito da De Agostini l'autrice snoda l'intricata
materia dei conflitti di oggi ai confini con l'Europa e guida i
ragazzi alla comprensione del presente. Un viaggio nei territori
di guerra fatto di luoghi, culture e tradizioni antiche, ma
soprattutto di persone, adulti e ragazzi, vite vere di
superstiti e combattenti chiamati a difendere la propria casa, i
propri diritti, il proprio futuro.
Tornando ai giovani, la reporter di guerra ha messo in luce il
fatto che "negli ultimi tre anni hanno vissuto e subito due
tragedie, la pandemia e la guerra. Una generazione chiamata a
resistere, a porsi delle domande e a porle a noi adulti. E noi
adulti non dobbiamo dimostrarci impreparati. A questi ragazzi e
ragazze dobbiamo un quid di attenzione in più".
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