(di Francesca Pierleoni)
"È sempre in atto una guerra contro
le donne. Il patriarcato si mantiene al potere trattando le
donne da cittadini di seconda classe. Qualcosa che succede da
migliaia di anni, tuttavia oggi combattiamo, e possiamo
accelerare il cambiamento, perché siamo più informate, più
istruite e connesse. Non dobbiamo dimenticare però che tutto
quello che conquistiamo possiamo perderlo altrettanto
velocemente, basta guardare all'Afghanistan, dove con il ritorno
dei talebani i diritti acquisiti dalle donne in 20 anni sono
andati subito persi. Dobbiamo sempre vigilare. Stiamo
progredendo ma è un processo lento". Lo dice all'ANSA una delle
più importanti scrittrici contemporanee, la cilena Isabel
Allende, che offre nuovi ritratti di donne e bambine forti nel
suo nuovo romanzo, Il vento conosce il mio nome (Feltrinelli),
in uscita il 12 settembre.
L'autrice che con i suoi libri, tradotti in oltre 40 Paesi,
ha venduto nel mondo più di 74 milioni di copie, intreccia nel
romanzo le vite e i destini di due bambini che in epoche diverse
sono costretti ad affrontare la violenza, il razzismo, lo
sradicamento, la solitudine, per poi trovare (anche insieme) un
nuovo inizio. Conosciamo così Samuel, bimbo ebreo di 6 anni, che
nella Vienna nel 1938 viene inviato dalla madre, per salvarlo
dai nazisti, in Gran Bretagna, tramite il Kindertransport,
l'iniziativa di accoglimento portata avanti dal Regno Unito tra
il 1938 e il 1940 di oltre 10mila minori non accompagnati dalla
Germania e dai territori occupati. Poi incontriamo nell'Arizona
del 2019 Anita Díaz, sette anni, arrivata negli Usa dal El
Salvador, separata dalla madre alla frontiera e finita in una
delle gabbie dei centri di detenzione. "Era inevitabile fare
questo parallelo. Volevo scrivere della separazione dei figli
dai genitori nelle famiglie di migranti che arrivano ai confini
degli Stati Uniti e non è la prima volta che accade - sottolinea
-. Tornando indietro nella storia si possono fare paralleli con
i figli degli schiavi che venivano portati via o quelli degli
indigeni. Ma ho pensato che la connessione con l'Europa fosse
più comprensibile e dimostrasse come questi fatti possano
accadere ovunque".
La separazione delle famiglie di migranti al confine è stata
una bandiera di Trump, non ha paura che possa essere rieletto?
"Certo che lo temo - spiega la scrittrice, classe 1942, che vive
in California dalla fine degli anni 90 -. Ho paura che torni
furioso e con molta voglia di vendicarsi. Penso che la
democrazia e le istituzioni in questo Paese siano forti, ma lo
pensavo anche del Cile prima che 50 anni ci fosse un colpo di
Stato. La democrazia è come la salute, la diamo per scontata
quando l'abbiamo e la vorremmo quando la perdiamo".
Il libro racconta però anche chi non si volta dall'altra
parte: "Tutti sappiamo delle tragedie, abbiamo visto i bambini
in gabbia nei centri di detenzione, ma non sentiamo quasi mai
parlare di chi sta prestando aiuto ai migranti. Ci sono 40mila
avvocati che rappresentano i bambini migranti nelle corti. E per
il 90% chi si impegna per aiutarli, tra avvocati, psicologhe,
maestre lavoratrici sociali, sono donne, perché è un lavoro che
non porta gloria, serve fatica e compassione".
Un impegno che la scrittrice porta avanti anche con la sua
fondazione, la Isabel Allende Foundation (creata nel 1996 in
memoria della figlia Paula, scomparsa prematuramente nel 1992),
che aiuta e sostiene bambine e donne nel mondo garantendone i
diritti, l'indipendenza economica e la libertà dalla violenza:
"Se possiamo aiutare, rendere più forte o salvare una persona
alla volta, avremo fatto il nostro lavoro".
Il libro esce in Italia proprio un giorno dopo il 50/o
anniversario del golpe in Cile che è ancora oggi "un Paese molto
diviso e polarizzato, si sente una forte rabbia nell'aria, anche
perché le stesse forze che hanno portato al golpe 50 anni fa
sono ancora là" spiega la scrittrice, nipote di Salvador Allende
(era il cugino del padre, ndr). Comunque il nuovo presidente del
Paese, Gabriel Boric, leader della sinistra progressista, "mi
piace molto. Vorrei riuscisse a fare un lavoro migliore. È molto
giovane ed ha contro un'opposizione molto dura".
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