Il tormentato e drammatico film Mantagheye Bohrani (Critical Zone), ambientato in una Teheran notturna e semi deserta, popolata solo delle anime più perse e sofferenti, ha vinto il Pardo d'oro, Gran Premio del Festival della Città di Locarno per il miglior film, alla 76/a edizione del Festival di Locarno.
"Girare questo film è stata una ribellione", ha detto prima di sapere della vittoria Ali Ahmadzadeh che lo ha scritto, diretto e montato. e "farlo vedere è una vittoria ancora più grande". Il film è stato girato senza l'autorizzazione del regime iraniano, usando persone reali e non attori, nascondendo la macchina da presa o ingegnandosi a usarla con molte limitazioni. Anche per questo motivo il regista - classe '86 autore di un percorso di riflessione sulla censura e sulla ribellione giovanile, sul confronto impossibile con la teocrazia - non è potuto venire in Ticino. Il premio speciale della giuria dei Comuni di Ascona e Losone è andato a Nu aștepta prea mult de la sfârșitul lumii (Do not expect too much from the End of the World) del cineasta romeno Radu Jude. Il Pardo per la migliore regia della Città e della Regione di Locarno è stato assegnato a Maryna Vroda per Stepne.
Premiati con il Pardo per la migliore interpretazione Dimitra Vlagopoulou per Animal di Sofia Exarchou e Renée Soutendijk per Sweet Dreams di Ena Sendijarević. Menzione speciale per Nuit obscure - Au revoir ici, n'importe où di Sylvain George.
L'Italia, con il film Procida realizzato dai partecipanti del Film Atelier Procida, ha ottenuto una menzione speciale del Pardo Verde Ricola che individua lungometraggi e cortometraggi che mettono in luce tematiche legate al rapporto tra l'uomo e l'ecosistema. Nella motivazione si evidenzia l'importanza della "memoria di un'isola attraverso gli occhi di una comunità di giovani registi, che conservano i miti e i riti della terra e del mare".
Tra i premi collaterali, al film Patagonia del giovane Simone Bozzelli, già regista di Amateur, J'ador, vincitore alla Settimana della Critica a Venezia, Giochi vincitore del Torino Film Festival e dell'iconico video I wanna be your slave dei Maneskin, va il premio ecumenico messo a disposizione dalla Chiesa evangelica riformata e dalla Chiesa cattolico romana svizzera. La pellicola, che racconta una relazione tossica tra due ragazzi interpretati da un emozionante Andrea Fuorto e un ottimo Augusto Mario Russi, e ambientato in Abruzzo, è stato premiato perché "in bilico tra violenza e tenerezza, ossessività e tenerezza, ossessività e scoperta di sé, invitando gli spettatori a entrare in uno spazio di ambiguità, un luogo dove la trasgressione potrebbe portare alla trasformazione". Simone Bozzelli dal palco, tra applausi e commozione, ha voluto dedicare la vittoria all'appena scomparsa Michela Murgia.
Il premio della terza Giuria Giovani, designata tra i partecipanti all'iniziativa Cinema e Gioventù (promosso dal Festival Castellinaria), al miglior cortometraggio del Concorso internazionale Pardi di Domani, va a Z.O. di Loris G. Nese, che "mette in luce la tematica della violenza generazionale - è scritto nella motivazione - offrendoci la prospettiva di chi ha vissuto la criminalità organizzata sulla propria pelle".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA