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Digitalife e le percezioni cerebrali

Digitalife e le percezioni cerebrali

Dal 7/10 istallazioni immersive al MACRO Testaccio di Roma

ROMA, 06 ottobre 2016, 17:42

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Le istallazioni della mostra "Digitalife: Immersive Exhibit" a La Pelanda di Roma sono spazi fuori dalla realtà sensoriale in cui il visitatore entra e vive un'esperienza mentale, oltre che fisica, del tutto personale.
    "La sensazione è che il cervello sia la macchina per costruire l'universo", ha detto il curatore Richard Castelli.
    L'esposizione allestita dal 7 ottobre al 27 novembre al MACRO Testaccio, nell'ambito degli eventi del Romaeuropa Festival, propone le opere "3D Water Matrix" di Shiro Takatani e Christian Partos, "Zee" di Kurt Hentschläger e "Deep Dream_Act" del collettivo NONE: forme e immagini create da una cascata d'acqua, controllata da 900 valvole programmate da un computer; una stanza in cui la nebbia artificiale oscura totalmente la visione del visitatore che elabora il suo percorso mentale associativo in uno spazio totalmente alienato dal contesto reale e abituale; 150 metri quadrati di specchi da cui emergono immagini che rappresentano le ossessioni del mondo contemporaneo. Una sezione dedicata alla robotica, con particolare riferimento all'esoscheletro, completa il percorso su linguaggi e sperimentazioni digitali, sulla lettura della realtà e, al tempo stesso, sul suo ribaltamento.
    "Digitalife va oltre la semplice relazione tra contenuti artistici e nuove tecnologie, il cui rapporto è ormai antico, proponendo opere progettate per avere una reazione nel cervello più che nel corpo del pubblico - ha detto Castelli - e facendo vivere esperienze totalmente immersive e uniche, dove il visitatore perde contatto con la realtà e dimentica tutto ciò che è fuori".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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