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Falcone e Borsellino, a Palermo Requiem per le Vittime di Mafia

Falcone e Borsellino, a Palermo Requiem per le Vittime di Mafia

Il 12 novembre Mattarella a cerimonia intitolazione aula bunker

ROMA, 02 novembre 2022, 14:00

Redazione ANSA

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(di Luciano Fioramonti) Il Requiem per le Vittime della Mafia risuonerà il 12 novembre prossimo nel Teatro Massimo di Palermo e in diretta video nella Chiesa di San Domenico, dove è sepolto Giovanni Falcone, a Palermo a conclusione delle celebrazioni dell'anno commemorativo del trentennale delle stragi di Capaci e di Via d'Amelio alle quali interverrà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'esecuzione dell'opera collettiva di sette compositori italiani contemporanei chiuderà la giornata di eventi organizzata dall'Associazione Nazionale Magistrati in collaborazione con il Teatro lirico, il Comune e la Diocesi della città, occasione per riflettere sulla musica e sull' arte come ''risposta culturale'' alla criminalità organizzata. Alle 16 - alla presenza del Capo dello Stato, del ministro della Giustizia e delle autorità giudiziarie - sarà intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino l'Aula Bunker della casa circondariale Calogero Di Bona "Ucciardone" dove sarà allestita anche la mostra fotografica dell'ANSA "L'eredità di Falcone e Borsellino". Subito dopo si aprirà il convegno ''Introduzione al Requiem. Quando l'arte si fa strumento di legalità'', introdotto da Gianni Canzio, Presidente emerito della Cassazione, con la partecipazione di magistrati, musicisti, sociologi e storici della musica. Le conclusioni sono affidate a Piero Curzio, Presidente della Cassazione, e a Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
    Il Requiem per le Vittime della Mafia, eseguito per la prima volta il 27 marzo 1993 nella Cattedrale di Palermo, è stato replicato il 17 giugno 2022 a Bari, anche in quel caso dopo un convegno su Giustizia e Musica promosso dalla Fondazione Vittorio Occorsio. Le singole parti - su testo italiano di Vincenzo Consolo - sono state composte da Lorenzo Ferrero, Carlo Galante, Paolo Arcà, Matteo D'Amico, Giovanni Sollima, Marco Betta e Marco Tutino. Sul palco del Teatro Massimo verrà simbolicamente passato al Comune di Firenze il testimone della prossima esecuzione del Requiem nel 2023. ''Il sindaco Dario Nardella ha immediatamente accolto l'iniziativa - ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla - e auspico che questo possa essere solo l'inizio di un virtuoso percorso che attraversi l'intero territorio nazionale all'insegna di un impegno contro le mafie''. Il compositore Marco Tutino ha ricordato come nacque nel 1992 l' idea del Requiem. ''Lo spirito che mi guidò fu governato da tre sentimenti: rabbia, per quelle morti. Volontà di reagire. Opporre alla distruzione la creazione. Riuscimmo a collaborare, noi 7, perché sentivamo fortemente la responsabilità di uscire dai nostri recinti estetici per comunicare in modo unitario ed essere compresi. Lo scopo era arrivare dritti al cuore delle persone alle quali quel Requiem è dedicato''. Per Marco Betta, sovrintendente del Teatro Massimo, ''ospitare il Requiem è un momento importante in cui ricongiungiamo i nostri pensieri di allora, sette giovanissimi compositori che decidono di passare a una idea di impegno civile della musica, di lotta contro la violenza. Pensare che dopo 30 anni torniamo a farlo rivivere a Palermo continua, come fu allora, a essere un atto di sfida alla violenza. L' arte e la musica sono un respiro di libertà, fondamentali per il progresso della società civile''.
   

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