(di Luciano Fioramonti)
Il Requiem per le Vittime della Mafia
risuonerà il 12 novembre prossimo nel Teatro Massimo di Palermo
e in diretta video nella Chiesa di San Domenico, dove è sepolto
Giovanni Falcone, a Palermo a conclusione delle celebrazioni
dell'anno commemorativo del trentennale delle stragi di Capaci e
di Via d'Amelio alle quali interverrà anche il Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella. L'esecuzione dell'opera
collettiva di sette compositori italiani contemporanei chiuderà
la giornata di eventi organizzata dall'Associazione Nazionale
Magistrati in collaborazione con il Teatro lirico, il Comune e
la Diocesi della città, occasione per riflettere sulla musica e
sull' arte come ''risposta culturale'' alla criminalità
organizzata. Alle 16 - alla presenza del Capo dello Stato, del
ministro della Giustizia e delle autorità giudiziarie - sarà
intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino l'Aula Bunker
della casa circondariale Calogero Di Bona "Ucciardone" dove sarà
allestita anche la mostra fotografica dell'ANSA "L'eredità di
Falcone e Borsellino". Subito dopo si aprirà il convegno
''Introduzione al Requiem. Quando l'arte si fa strumento di
legalità'', introdotto da Gianni Canzio, Presidente emerito
della Cassazione, con la partecipazione di magistrati,
musicisti, sociologi e storici della musica. Le conclusioni sono
affidate a Piero Curzio, Presidente della Cassazione, e a
Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e
Antiterrorismo.
Il Requiem per le Vittime della Mafia, eseguito per la prima
volta il 27 marzo 1993 nella Cattedrale di Palermo, è stato
replicato il 17 giugno 2022 a Bari, anche in quel caso dopo un
convegno su Giustizia e Musica promosso dalla Fondazione
Vittorio Occorsio. Le singole parti - su testo italiano di
Vincenzo Consolo - sono state composte da Lorenzo Ferrero,
Carlo Galante, Paolo Arcà, Matteo D'Amico, Giovanni Sollima,
Marco Betta e Marco Tutino. Sul palco del Teatro Massimo verrà
simbolicamente passato al Comune di Firenze il testimone della
prossima esecuzione del Requiem nel 2023. ''Il sindaco Dario
Nardella ha immediatamente accolto l'iniziativa - ha detto il
sindaco di Palermo Roberto Lagalla - e auspico che questo possa
essere solo l'inizio di un virtuoso percorso che attraversi
l'intero territorio nazionale all'insegna di un impegno contro
le mafie''. Il compositore Marco Tutino ha ricordato come nacque
nel 1992 l' idea del Requiem. ''Lo spirito che mi guidò fu
governato da tre sentimenti: rabbia, per quelle morti. Volontà
di reagire. Opporre alla distruzione la creazione. Riuscimmo a
collaborare, noi 7, perché sentivamo fortemente la
responsabilità di uscire dai nostri recinti estetici per
comunicare in modo unitario ed essere compresi. Lo scopo era
arrivare dritti al cuore delle persone alle quali quel Requiem
è dedicato''. Per Marco Betta, sovrintendente del Teatro
Massimo, ''ospitare il Requiem è un momento importante in cui
ricongiungiamo i nostri pensieri di allora, sette giovanissimi
compositori che decidono di passare a una idea di impegno civile
della musica, di lotta contro la violenza. Pensare che dopo 30
anni torniamo a farlo rivivere a Palermo continua, come fu
allora, a essere un atto di sfida alla violenza. L' arte e la
musica sono un respiro di libertà, fondamentali per il progresso
della società civile''.
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