Promette di essere un'ottima annata
per l'olio soprattutto dal punto di vista della qualità con una
produzione che tornerà nella media marchigiana dopo la pessima
annata 2023. Nel frattempo Aprol Marche, l'associazione dei
produttori legati a Coldiretti, ha presentato una serie di
proposte alla Regione Marche per sostenere il settore e
incrementare la produzione. "L'olivicoltura - dicono da
Coldiretti - sta vivendo una fase di svolta e ha bisogno di
interventi di ammodernamento e investimento su nuovi impianti se
vuole stare al passo con una concorrenza che arriva soprattutto
dall'estero. Come qualità l'olio italiano non teme confronti ma
negli anni la produzione è calata mentre quella di altri Paesi
del Mediterraneo è aumentata". Secondo Aprol occorre sfruttare
il Csr per sostenere gli investimenti su oliveti per la
produzione di olive biologiche o destinate alle denominazioni di
origine come il Cartoceto Dop e il Marche Igp. Tra le proposte
anche quella di inserire fra gli investimenti ammessi con la
concessione di adeguata priorità, i progetti di ammodernamento
degli oliveti esistenti ovvero di oliveti con età degli olivi
pari o superiore a 40 anni, il recupero degli oliveti
abbandonati e la creazione di invasi con pompaggi e cambiare
passo per una gestione della risorsa idrica programmata, senza
la quale anche l'olivicoltura marchigiana, e in generale
italiana, non può più garantire una produzione costante e di
qualità per gli effetti sempre più violenti dei cambiamenti
climatici.
Nelle Marche si contano circa 9.500 ettari di oliveti (oltre il
35% bio) e sono presenti 141 frantoi. La media produttiva degli
ultimi anni - tolto il 2023 funestato da sbalzi di temperatura
al momento della fioritura che ne hanno ridotto l'allegagione e
dalla successiva siccità che ha causato la caduta dei pochi
frutti presenti sulle piante - è di circa 3mila tonnellate con
una qualità ottimale e due denominazioni certificate: il
Cartoceto Dop e il Marche Igp.
Un settore che vale oltre 22 milioni di euro di produzione con
un export da circa 4 milioni di euro, secondo l'Istat,
soprattutto in Germania, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti,
Austria e Francia. Già dalla prossima settimana è prevista
l'apertura di un bando dedicato all'oleoturismo con 1 milione di
euro a disposizione delle aziende agricole per allestire spazi
per la degustazione e l'accoglienza di turisti. L'oleoturismo è
una possibilità data alle imprese agricole da una legge
regionale, frutto dell'impegno di Coldiretti e Aprol, che
permette loro organizzare eventi e attività come passeggiate tra
gli oliveti, corsi di degustazione e abbinamento con il cibo,
attività didattiche e ricreative coinvolgendo prodotti
trasformati dalla stessa azienda agricola o comunque della
tradizione marchigiana.
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