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Giorno Memoria: quattro nuove Pietre d'inciampo ad Ancona

Giorno Memoria: quattro nuove Pietre d'inciampo ad Ancona

Sindaco, 'un ricordo da salvaguardare'

ANCONA, 25 gennaio 2024, 17:24

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Un tributo e una testimonianza da salvaguardare del sacrificio inferto, non solo alla comunità ebraica, ma anche a molti cittadini". Con queste parole oggi il sindaco di Ancona Daniele Silvetti ha inaugurato in via Volturno 2 la pietra d'inciampo dedicata a Bruno Cagli (1904-1944), che lì aveva abitato prima di essere deportato e ucciso dai nazisti ad Auschwitz perché ebreo. Si tratta della prima delle quattro Pietre promosse dal Comune per commemorare quest'anno nell'ambito della Giornata della Memoria (27 gennaio) i martiri del nazifascismo, che vanno ad aggiungersi alle 23 poste in sette anni di celebrazioni di fronte alle abitazioni di cittadini deportati. "Perché nell'ebraismo la vita è la cosa più sacra che ci sia - ha detto il presidente della Comunità ebraica Marco Ascoli Marchetti - e mantenere in vita la memoria vuol dire mantenere in vita le persone". Con loro presenti alla celebrazione itinerante non solo rappresentanti dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) e dell'Anmig (Associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra), ma anche studenti, storici come Attilio Bevilacqua ed esponenti delle famiglie, per far sì che questi crimini non vengano dimenticati, ma studiati e tramandati di generazione in generazione per restituire un'identità e una dignità a coloro cui è stata brutalmente negata.
    Come Clara Sereno (1911-1943) cui è stata dedicata una Pietra in corso Garibaldi 40, ultima di cinque figli di un'agiata famiglia di commercianti ebrei di Ancona, arrestata a Roma e 'sparita' nel nulla, una vicenda allo studio dello storico Dario Biocca. Ma ci sono anche le pietre dell'antifascista e anarchico Alvaro Pietrucci (1901-1945), in corso Carlo Alberto 68, arrestato a Torino per le sue idee politiche durante gli scioperi operai del marzo del '44 per essere poi ucciso a Gusen-Mauthausen, e quella dell'internato militare Lamberto Morbidelli (1910-1943) in via Esino 90 Torrette, catturato in Albania e deportato a Schleswing Holstein. A ricordarli c'erano tra gli altri gli assessori Orlanda Latini, Marco Battino e Antonella Andreoli, assieme allo storico Marco Labbate ed esponenti di Anei (Associazione nazionale ex internati).
   

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