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Covid: rischiano 3-4mila imprese Marche,metà per restrizioni

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Covid: rischiano 3-4mila imprese Marche,metà per restrizioni

Osservatorio Trend Marche Cna, Confartigianato e Intesa Sanpaolo

ANCONA, 02 febbraio 2021, 16:59

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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   Tra le 3mila e le 4mila imprese artigiane, micro e piccole imprese a rischio default nel 2021, di cui mille-2mila circa a causa delle restrizioni anti-Covid.


    Lo rivela un rapporto Cna e Confartigianato Marche che hanno presentato ad Ancona l'Osservatorio "Trend Marche", realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Presenti il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vice presidente Mirco Carloni, Cristina Balbo (direttore regionale E-R e Marche Intesa Sanpaolo), Gino Sabatini e Giuseppe Mazzarella, presidenti di Cna Marche e Confartigianato Marche.
    Nel 2020, soprattutto per le conseguenza dell'emergenza pandemica, il sistema produttivo regionale ha perso 1.188 imprese; gli occupati, ad ottobre scorso, erano diminuiti di 34.540 unità. Le imprese sono diminuite soprattutto in agricoltura (-577) e nel commercio (-558). Più contenute le perdite nel manifatturiero (-296 di cui 164 nel calzaturiero).
    L'artigianato perde 548 imprese. Ad Ancona -504 aziende, a Macerata -413; seguono Pesaro e Urbino (-237) e Fermo -70).
    Nell'Ascolano (+36).
    Non va meglio sul fronte ricavi, come rimarcato dal prof.
    Ilario Favaretto (Uniurb): nei primi nove mesi del 2020 -17,1% rispetto al 2019; -25% i ricavi dall'estero, -6,8% per le imprese contoterziste (-6,8). Crollo degli investimenti: -57,8% (-72% nel manifatturiero); solo dell'1,1% nelle costruzioni. "Le Marche sono tra le regioni più in difficoltà: - ha ricordato Giovanni Foresti (Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo) - pesa sia la specializzazione in alcuni settori fortemente colpiti dalla crisi (tra questi il sistema moda), sia una situazione già debole del sistema industriale regionale. "Secondo una nostra indagine - ha riferito il rettore Gian Luca Gregori (Univpm) - il 30% di imprese ha diversificato e introdotto servizi aggiuntivi, usando strumenti digitali per la vendita. Il 20% ha riorganizzato i processi produttivi e modificato i modelli organizzativi. Molte imprese che hanno ricercato nuovi mercati. Da parte di artigiani e micro-piccole imprese, c'è stato maggior accesso al credito; è forte la richiesta di sospendere la tassazione e la possibilità di ottenere sgravi fiscali".
   

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