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Sei nuove pietre d'inciampo ad Ancona

Sei nuove pietre d'inciampo ad Ancona

Comunità ebraica, restituisce identità deportati campi nazisti

ANCONA, 25 gennaio 2019, 18:08

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Un modo per restituire identità, dignità e memoria a quanti furono deportati nei campi di sterminio nazisti, e per vigilare contro la rinascita dell' l'antisemitismo". Con queste parole i due presidenti della Comunità ebraica di Ancona Marco Ascoli Marchetti e Manuela Russi, hanno spiegato il significato delle sei 'pietre d'inciampo' inaugurate nel capoluogo dorico. Ideate dall'artista Gunter Demning, che ne ha installate oltre 70.000 in tutta Europa, sono pietre incastonate nel selciato e ricoperte da una placca d'ottone col nome e la data di nascita e di morte delle vittime. In via Astagno 10 dedicate ai fratelli Romilde e Umberto Coen, in via Bernabei 12 con il nome di Alberto Pacifici, segretario della Comunità ebraica anconetana, Erica e Mosé Coen, che abitavano in corso Garibaldi 28, proprietari dell'elegante albergo ristorante Toms. Infine la pietra dedicata ad Andrea Lorenzetti in piazza Cavour 10, che non era ebreo, ma fu arrestato nel 1944 perchè socialista e morì a Mauthausen.
   

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