"Un modo per restituire identità,
dignità e memoria a quanti furono deportati nei campi di
sterminio nazisti, e per vigilare contro la rinascita dell'
l'antisemitismo". Con queste parole i due presidenti della
Comunità ebraica di Ancona Marco Ascoli Marchetti e Manuela
Russi, hanno spiegato il significato delle sei 'pietre
d'inciampo' inaugurate nel capoluogo dorico. Ideate dall'artista
Gunter Demning, che ne ha installate oltre 70.000 in tutta
Europa, sono pietre incastonate nel selciato e ricoperte da una
placca d'ottone col nome e la data di nascita e di morte delle
vittime. In via Astagno 10 dedicate ai fratelli Romilde e
Umberto Coen, in via Bernabei 12 con il nome di Alberto
Pacifici, segretario della Comunità ebraica anconetana, Erica e
Mosé Coen, che abitavano in corso Garibaldi 28, proprietari
dell'elegante albergo ristorante Toms. Infine la pietra dedicata
ad Andrea Lorenzetti in piazza Cavour 10, che non era ebreo, ma
fu arrestato nel 1944 perchè socialista e morì a Mauthausen.
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