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Indagine Promos, 60% aziende preoccupata dai dazi Usa

Indagine Promos, 60% aziende preoccupata dai dazi Usa

Solo il 21% non ha particolari timori

MILANO, 31 marzo 2025, 18:34

Redazione ANSA

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Sei aziende italiane su dieci sono preoccupate delle conseguenze per l'export dei dazi americani.
    Secondo una indagine di Promos Italia con le Camere di Commercio su un centinaio di imprese che operano negli Usa, il 59,5% è preoccupato da un aumento delle barriere doganali e tariffarie e solo il 21,% non ha particolari timori.
    Tra i settori più colpiti: prodotti agroalimentari, tessili e macchinari. Non si tratta però di un quadro completamente pessimistico. Il 34,2% delle imprese infatti ritiene che il clima economico internazionale, attualmente, non sia "né particolarmente favorevole né particolarmente sfavorevole e il 32,9% considera, invece, il contesto "abbastanza favorevole".
    Inoltre, il 45,6% delle imprese ritiene che la nuova amministrazione americana non influirà sulle loro strategie, al contrario il 22,8% si vorrebbe espandere verso mercati emergenti come Sud-Est Asiatico, Africa, America Latina e Medio Oriente.
    "Lo scenario più plausibile è che i flussi di scambio tenderanno naturalmente a riequilibrarsi tra le diverse aree geografiche, confermando che le dinamiche di mercato e le strategie aziendali prevalgono sulle misure protezionistiche di breve periodo. Per le imprese italiane - ha spiegato il presidente di Promos Italia Giovanni Da Pozzo -, questo significa che l'export verso gli Stati Uniti e altri mercati chiave continuerà a rappresentare un pilastro essenziale della crescita, grazie alla qualità, all'innovazione e alla capacità di adattarsi ai cambiamenti".
    Secondo un'elaborazione di Promos Italia su dati Istat per l'anno 2024, valgono 91 miliardi gli scambi tra Italia e Usa nel 2024, in calo dell'1,9% rispetto all'anno 2023. In particolare, cala del -3,6% l'export italiano, da 67 miliardi nel 2023 a 65 miliardi nel 2024. L'import in un anno cresce del 2,6%, da circa 25 miliardi nel 2023 a circa 26 miliardi del 2024. Principali regioni italiane nel commercio con gli Usa sono la Lombardia con 19 miliardi di scambi nel 2024, abbastanza stabili con -0,6%, Toscana con 18,5 miliardi nel 2024 e una crescita del 23 percento. Segue l'Emilia-Romagna con circa 12 miliardi, stabili in un anno. Poi ci sono Veneto con 9 miliardi di scambi, Piemonte con 7 miliardi e Lazio con 6 miliardi.
   

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