LONDRA - E' stato il differente impatto dei dissidenti conservatori e laburisti a determinare stasera il risultato dei due voti sulla Brexit ai Comuni: l'uno favorevole per la prima volta al governo di Boris Johnson (e alla ratifica della Brexit) sul passaggio alla seconda lettura delle leggi attuative del cosiddetto Agreement Withdrawal Bill con 329 sì a 299 no; l'altro negativo per il premier con 322 no contro 308 sì sull'iter sprint proposto dall'esecutivo per cercare di riuscire a portare a termine il divorzio dall'Ue per del 31 ottobre. Il primo è passato con il sostegno di 19 laburisti eletti in collegi pro Brexit, in grado di compensare la defezione di tre soli ribelli ex Tory (Dominic Grieve, Justine Greening, Guto Bebb) e degli unionisti nordirlandesi del Dup. Il secondo ha avuto invece il sì di soli 5 laburisti, mentre è stato affondato dal no (decisivo a ribaltare la maggioranza) di 9 degli oltre 20 dissidenti Tory espulsi dal gruppo nelle settimane scorse: inclusi due ex ministri del governo di Theresa May, Philip Hammond e Rory Stewart, nonché il veterano Ken Clarke.
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