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Che Guevara, a Bologna l'uomo oltre il mito

Che Guevara, a Bologna l'uomo oltre il mito

In mostra circa 2000 documenti, tra lettere, diari, fotografie e video

BOLOGNA, 26 marzo 2025, 18:31

di Nicola Pirrone

ANSACheck
- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Mio padre non era un mito, mio padre era soprattutto un uomo". Così Aleida Guevara, figlia di Ernesto Guevara de la Serna, questa mattina a Bologna alla presentazione di 'Che Guevara tú y todos', mostra dal 27 marzo al 30 giugno al Museo Civico Archeologico. Il titolo riprende il verso di una poesia, "Tu e tutti", che il Comandante dedicò alla moglie Aleida prima di recarsi in Bolivia, dove fu catturato e assassinato il 9 ottobre 1967. "I tutti che pretendono l'estremo sacrificio, e tu ti porto nascosta nel mio zaino di viaggio e lascio nel vuoto dell'assenza questo bacio a un destinatario sconosciuto".

"Versi che rappresentano uno spaccato dell'uomo e non solo del mito - ha spiegato il curatore Daniele Zambelli - e sono un modo per restituire una dimensione intima e consapevole alla figura di Ernesto Che Guevara, distaccandola dal mito del guerrigliero intransigente e senza paura, costruito dai media dell'epoca, sia a favore che contro a seconda dello schieramento politico di appartenenza. Perché nelle scelte di uomo non c'è solo la determinazione di un ideale, c'è la dimensione della fatica, del dubbio e a volte della malinconia. Che Guevara non era solo il rivoluzionario, era figlio, padre, amico, un marito innamorato". E dunque 'Che Guevara tú y todos' mostra i momenti cruciali della sua vita, assieme alla sua umanità, ai suoi ideali e ai suoi legami affettivi: un viaggio nella storia e nella vita di un uomo universalmente conosciuto come il Che, che ha segnato profondamente l'immaginario collettivo di intere generazioni.

Realizzata con la collaborazione della figlia Aleida e del figlio Camilo ("vero e proprio mentore del progetto", scomparso nel 2022, la mostra è a lui dedicata), l'esposizione ospita circa duemila documenti, tra lettere, appunti, diari, fotografie scattate da lui stesso (era un bravissimo fotografo), immagini ufficiali e private, scritti autografi e video dell'epoca, provenienti per buona parte dal repertorio fotografico e documentaristico inedito dell'archivio del Centros de Estudios Che Guevara a L'Avana (riconosciuto patrimonio Unesco nel 2013). Un modo di offrire al pubblico l'opportunità di esplorare, grazie a strumenti digitali e interattivi, i momenti cruciali della vita del Che, contestualizzando gli eventi storici a partire dai primi anni '50 alla fine degli anni '60, un periodo che ha influenzato intere generazioni.

Il percorso espositivo è strutturato in tre livelli narrativi: il primo, di stampo giornalistico, introduce il visitatore al quadro geopolitico dell'epoca, ponendo le basi per comprendere il contesto in cui Che Guevara ha vissuto; il secondo livello, di natura biografica, presenta materiali d'archivio che ripercorrono gli eventi pubblici e privati della vita di Che Guevara: dai suoi celebri discorsi ufficiali alle riflessioni sull'educazione, la politica estera, l'economia, il significato della rivoluzione e la speranza nell'Uomo Nuovo; il terzo livello, più intimistico, si sviluppa attraverso frammenti dei suoi scritti personali, come diari e lettere ai familiari e agli amici, fino alle registrazioni inedite delle poesie che Guevara compose per la moglie. Questo livello rivela i dubbi, le contraddizioni e le riflessioni che caratterizzavano l'uomo dietro il mito. La mostra si conclude con un'installazione che ricostruisce tridimensionalmente il celebre ritratto del Che, capace di trasformarsi nella sua altrettanto iconica firma. La mostra è corredata di un ampio catalogo edito da Pendragon.

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