Nasce la pizza Oronero, realizzata
nell'ambito di Eruzioni del gusto, l'evento enogastronomico
promosso dall'associazione culturale Oronero dalle scritture del
fuoco, che giunge oggi a conclusione al Museo Nazionale
Ferroviario di Pietrarsa a Napoli. Sul disco di pasta vi sono
fiordilatte di Agerola, pomodorino del piennolo del Vesuvio
rosso e giallo, acciuga di Cetara, nero di seppia con un pizzico
di peperoncino del Vesuvio. Una ricetta 'internazionale'
destinata anche all'estero: il 7 novembre prossimo verrà
presentata in Cina dall'Associazione Pizzaiuoli Napoletani e, a
stendere il primo impasto sarà, come avvenuto ieri sera, il
pizzaiolo partenopeo Simone Fortunato.
''Da Pietrarsa l'alimento più tipico della cucina napoletana
'rivisitato' in chiave vulcanica finirà sulle tavole di tutto il
mondo'' dice il presidente dell'associazione culturale Oronero
dalle scritture del fuoco, Carmine Maione ''La pizza Oronero è
una nuova eccellenza enogastronomica vesuviana e delle terre
vulcaniche del pianeta che si appresta a solcare e a
sperimentare nuovi territori in Italia e all'estero''.
Le serate di Eruzioni del gusto hanno visto la degustazione
del menu Oronero con i presidi Slow Food 'A cena con i vulcani'
in collaborazione con Villa Signorini e con Fofò Ferriere che ha
coordinato gli chef provenienti da diversi paesi del mondo.
Piatto 'forte' lo Sformatino Vesuvio realizzato con prodotti
tipici della cucina vesuviana. L'evento Eruzioni del gusto è
promosso da Oronero - dalle scritture del fuoco', associazione
culturale che favorisce lo scambio culturale tra i popoli per
lo sviluppo economico pacifico, ponendo centralità a quelli che
vivono nelle aree vulcaniche del pianeta.
Dal 26 al 28 ottobre Eruzioni del gusto ha preso la scena al
Museo di Pietrarsa. Oltre 400 le tipologie di vini (tra questi
quelli del Vesuvio ed Etna), prodotti tipici vesuviani,
pomodorino del piennolo, provolone del monaco, mozzarella di
bufala, limoncello della penisola sorrentina, limoni Costa
d'Amalfi, dolci napoletani, sono stati degustati negli stand
allestiti nel Salone delle Locomotive. E ancora, presidi Slow
Food, workshop, convegni sulla sostenibilità ambientale e sul
rilancio delle tradizioni culturali e agroalimentari.
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