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Dazi: ad Fiere Parma, 'per made in Italy impatto limitato'

Dazi: ad Fiere Parma, 'per made in Italy impatto limitato'

Cellie: "Rischi per vino, serve guardare ad altri mercati"

PARMA, 29 marzo 2025, 20:04

Redazione ANSA

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Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma - RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma - RIPRODUZIONE RISERVATA

 - PARMA - "Le aspettative di impatto sul prodotto italiano, che ha un elevato 'value for money' e ha una platea di consumatori alto spendenti, sono molto più basse rispetto ai fornitori di alimentari mainstream". Così Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, commenta le recenti decisioni e dichiarazioni del presidente americano Trump in tema di dazi a margine dei un convegno del Green Economy Festival in corso nella città emiliana.


    "Se aumentiamo del 20% il prezzo di un formaggio di base olandese - spiega Cellie - questo raddoppia praticamente sul prezzo per un consumatore che ha una disponibilità di spesa molto bassa e quindi lo costringe a prendere un prodotto locale oppure a non consumare quel prodotto. Il consumatore di parmigiano lo paga 50 dollari al chilo, se lo paga anche 55/60 è quasi irrilevante, ammesso e non concesso che mettano dazi importanti sui prodotti alimentari di base".


    I timori, a poco più di un mese dal debutto della rassegna milanese Tuttofood targata da quest'anno Fiere di Parma, riguardano soprattutto l'export enologico: "Io penso che purtroppo colpiranno di più i vini, vorrei esprimere grande solidarietà ai colleghi del settore. I dazi - conclude il manager parmigiano - ci costringeranno da un lato a soffrire un po', ma anche a guardare ad altri mercati, ci siamo un po' adagiati sugli Stati Uniti, un mercato facile perché gli americani amano il made in Italy, bisogna imparare a vendere anche in altre geografie".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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