Tre persone sono state arrestate
dai carabinieri del comando provinciale di Catania perché
ritenute di far parte di un'un'associazione criminale attiva nei
territori della Sicilia, Calabria e Campania e dedita ai furti
ed alla clonazione di carte di pagamento, con ambito operativo
prevalentemente in provincia di Catania. L'operazione è stata
denominata 'Fuel card'. I militari dell'Arma hanno eseguito
un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale
di Catania con le accuse, a vario titolo, di associazione, furto
aggravato, indebito utilizzo e clonazione di carte per
l'acquisto di carburante, ricettazione delle stesse carte e del
carburante prelevato ai danni di due società nazionali di
distribuzione di servizi telefonici e elettrici. Un avviso di
conclusione indagini preliminari è stato notificato ad altri 16
indagati. Secondo quanto accertato dalle indagini condotte
tra il novembre del 2021 e l'ottobre del 2022 dai carabinieri
della Stazione di Catania Librino su delega della Procura etnea,
il sodalizio criminale con particolare modus operandi e con
specifiche cautele per eludere le indagini, si sarebbe adoperato
dapprima per compiere i furti e successivamente per clonare le
fuel card con i cosiddetti 'skimmer' per poterle poi utilizzare
per prelevare ingenti quantità di gasolio per autotrazione per
circa 30.000 litri dalle colonnine di svariate società nazionali
di distribuzione di carburanti. Il gasolio sarebbe poi stato
immesso nel mercato nero ed infine ricettato ad un prezzo
nettamente inferiore rispetto a quello ufficiale di acquisto
dalla colonnina di erogazione anche da soggetti estranei al
gruppo.
I carabinieri hanno eseguito la misura di custodia cautelare
in carcere nei confronti di Giuseppe Piacente, di 54 anni, e
agli arresti domiciliari per Antonino Buda, di 58, e Filippo
Antonino Carcione, di 39.
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