"Oggi si rompe la farlocca luna di miele di Meloni costruita con le menzogne. Oggi si costruisce l'alternativa", ha detto il leader di M5s Giuseppe Conte dal palco della manifestazione del M5s contro il riarmo. " Al centro dell'alternativa ci sarà il no sul riarmo, il si alla sanità e alla scuola". "Oggi deve partire una grande onda che deve attraversare il Paese". "Ringrazio - ha aggiunto - quanti sono qui anche senza avere la tessera M5s o che non condividono alcune nostre posizioni. Vi accogliamo con grande rispetto. Abbiamo messo a disposizione questa piazza, un popolo che vuole la pace".
Presente al corteo una delegazione del Pd. Tra i parlamentari presenti ci sono il capogruppo al Senato Francesco Boccia , Susanna Camusso, Marco Furfaro, Antonio Misiani, Paolo Giani e Sandro Ruotolo.
"Oggi arriva un no forte e chiaro allo sperpero di 800 miliardi per riarmare l'Europa, una follia", ha detto Conte. "Giorgia Meloni ha approvato il piano di riarmo dell'Europa senza alcun mandato, e questo è un altro fallimento del suo governo che rimarrà nella storia".
Si alternano ironia e rabbia contro le politiche del governo nei cartelli e negli striscioni dei manifestanti al corteo di M5s contro il riarmo europeo. Tra i primi si segnalano cartelli come "Mettete Meloni nei vostri cannoni". Numerosi gli striscioni che mettono in relazione i fondi per gli armamenti a quelli ritenuti troppo bassi per sanità, scuola e lavoro o le emergenze per terremoti e disastri ambientali.
La premier, il ministro della difesa Guido Crosetto e Carlo Calenda sono oggetto di molti slogan cantati ritmicamente dai manifestanti M5s. Tra gli slogan più ripetuti dai manifestanti uno scandisce: "Meloni-Calenda, una stessa agenda". Altri manifestanti per lo più molto giovani ripetono lo slogan "Meloni e Crosetto toglietevi l'elmetto".
Boccia, insieme a M5s per mandare a casa Meloni
"Alcune cose ci dividono dal M5S ma altre ci uniscono. Siamo d'accordo sulla critica alla corsa al riarmo dei 27 Stati e alle proposte della Commissione che puntano in questa direzione e d'accordo sulla prospettiva della difesa comune. Certo, non siamo d'accordo sul supporto militare all'Ucraina ma tutti pensiamo che sia necessario intensificare gli sforzi diplomatici e politici, che vogliamo faccia l'Ue, per negoziare una pace giusta. A maggior ragione oggi quando Trump assume sempre più il punto di vista di Putin. Con i 5S siamo alleati in tante amministrazioni, a Genova come in molte regioni e comuni e quando un alleato va in piazza noi ci siamo al netto delle differenze, per dare attenzione e ascolto. E siamo qui oggi perché qui c'è un pezzo di opposizione al governo della destra che ci ha isolato in Europa, che non ha una strategia per reagire ai dazi se non quella di sperare di andare con il cappello in mano a trattare con Trump. E insieme a tutte le opposizioni vogliamo mandare a casa il governo di Giorgia Meloni e Salvini". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia alla manifestazione organizzata a Roma dal M5S. Roma, 5 aprile 2025
A Milano manifestazioni contro guerra e decreto sicurezza
Giornata di mobilitazioni nel centro di Milano, con tre appuntamenti distinti ma con alcune parole comuni, tra cui soprattutto un secco 'no' alla guerra. Alle 15, in piazza della Scala inizierà la manifestazione per la pace e contro il riarmo 'L'UE è una dittatura guerrafondaia' voluta da Marco Rizzo, coordinatore di Democrazia sovrana e popolare. "L'Ue è una tirannia dei mercati - ha spiegato Rizzo -. E' il contrario della democrazia. Vogliono spaventarci andando da un'emergenza all'altra. Ora dicono 'All'armi siam europeisti' agitando lo spettro di una guerra inesistente per i profitti generati dalla spesa militare". Alle 17, da porta Venezia partirà invece come ogni sabato il corteo pro Palestina, che terminerà in piazza San Babila, proprio dove alle 18 è in programma la tappa finale della 'mobilitazione diffusa', con varie tappe in città, contro il decreto sicurezza. Una manifestazione che gli organizzatori, un rassemblement di diverse sigle e realtà della città, intendono come "un'azione unitaria che raccoglie molte realtà, unendo le forze contro la deriva autoritaria sempre del nostro paese e del mondo intero". La mobilitazione intende anche accendere un faro sulle 'zone rosse', recentemente prorogate ed estese a Milano.
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